Maturazione e Raccolta del Fico Figomoro

La Maturazione.

La maturazione del frutto del fico “FigoMoro” avviene in 2 momenti diversi per 2 fioriture, chiaramente distinguibili sullo stesso ramo: i “Fioroni” nati in marzo sui rametti dell’anno precedente, del peso di circa 45/50g cadauno, più grandi ma meno saporiti, sono raccoglibili verso la 2a o 3a settimana di Luglio. Il frutto normale, più piccolo (circa 30/35g) ma più abbondante, nato sui rami dell’anno, con buccia più scura e più gustoso, inizia la maturazione verso fine Agosto per 3 o 4 settimane al massimo, a seconda dell’andamento delle pioggie o dell’umidità della stagione, tanto che spesso si rompe aprendo l’ostiolo, inacidendo sul ramo.

Sottoposto ad analisi organolettica il Figo Moro da Caneva ha dimostrato caratteristiche legate alla grande concentrazione di fentociani (normalmente miglioranti la vista e base del tipico colore violaceo), sostanze pectiche (che prevengono le ostruzioni venose), con un elevato contenuto di zuccheri puri (intorno ai 20 gradi Brix) ed un contenuto del 3% in fibra di cui il 2% solubile in acqua.

Recentemente il suo valore nutriente è stato esaltato dalla scoperta di nuove proteine che sembrano favorire particolarmente l’equilibrio ormonale, mentre è noto il suo grande apporto di potassio, fosforo e calcio che lo rendono interessante anche quale componente nella preparazione di latte per neonati e farmaci omeopatici. 

Raccolta e conservazione del Frutto

La raccolta è il punto più delicato dell’intero ciclo, va eseguita meticolosamente ed assolutamente a mano, pezzo per pezzo, staccando l’intero picciolo, e non rovinando in qualsiasi modo la buccia, sulla quale la presenza di una sola rottura in lunghezza che si autosana (su FIORONI e secondo fiore) ne garantisce l’esatta maturazione.

Il maggior problema è il latte di vegetazione (quello che serve a cagliare il formaggio), che fuoriesce al momento della separazione del frutto, che rovina la pelle delle dita dell’operatore. I fichi devono essere posizionati verticalmente, non troppo stretti l’uno agli altri, in raccoglitori di facile aerazione.

La conservazione è possibile solo per breve tempo prima di essere avviata alla vendita, in frigoriferi a temperatura di 4 o 5 C° e umidità relativa del 90%.

Al momento, sono allo studio ed in prova produzioni industriali di composte, conserve sciroppate, sottospirito, distillati ecc, legate ad antiche ricette locali, molto apprezzate dal mercato, oltre che per il facile abbinamento a qualsiasi cibo, per la certezza della superiore qualità proposta.

Questa trasformazione però, risulta particolarmente delicata essendo il fico un frutto molto ricco in zuccheri invertiti che, se non raccolti al momento giusto, danno luogo ad acidità. Uno solo di questi, infatti, può rovinare consistenti quantità di prodotto trasformato.