La Coltura e le fasi di lavorazione

La Coltura.

In zona vi è un detto popolare che garantisce che piantando a terra direttamente un ramo di fico l’8 MARZO, lo stesso anno si potrà già raccogliere almeno un frutto da tale che nel frattempo sarà diventato una pianta. Nulla da eccepire contro questi “dati consolidati” validi perché testati da una tradizione, ma il nostro metodo, più scientifico, preferisce altri sistemi, destinati, nel caso, a diventare disciplinare.

Impianto a terra di piantina con radici

  • Il momento più propizio per l’avvio dell’impianto a terra, resta quello dei primi di marzo, sempre che la stagione si sia evoluta normalmente.
  • Fine marzo, in caso di primavere fredde
  • Mese di giugno, in vaso, con piante di fico già con foglie e radici da talee dello stesso anno, purchè vi sia la possibilità di una irrigazione controllata e frequente almeno fino ad ottobre. 

L’impianto a terra va fatto normalmente scavando una fossa di circa cm40x40 della profondità di 40cm, sia essa rettangolare o tonda o di qualsiasi forma. In esso va inserita la pianta tolta dal vaso con l’apparato radicale a non più di 2/3 cm sotto il livello normale del terreno. In questo caso si potrà, per agevolarne l’attecchimento, spargere sopra il terreno un po’ di letame o un concime organico naturale, entrambi in quantità molto moderata e a circa 8/10 cm distante dal gambo.
Nell’interramento si può procedere anche mescolando stallatico alla terra, e porlo a circa 20 cm sotto la piantina prima della sua definitiva messa a dimora. (Vedi disegno – 10 cm di letame e 20 di terra sopra). In questo caso le dimensioni della buca saranno maggiorate a 50x50 cm per 60 di profondità.

Sesto d’impianto

Date le caratteristiche dei terreni che costituiscono la zona di produzione, si ipotizzano prevalentemente impianti su declivi sia dolci che accentuati, che ne fanno l’unica vera distinzione.

Premesso che l’andamento da seguire resta NORD-SUD, la distanza fra le piante dovrà essere non meno di 5 metri fra le file e 6 m tra le piante.

Meglio sarebbe arrivare direttamente al 6X6 in piano.
Resta da vedere se scegliere il sesto a rombo o a quadrato a seconda delle necessità del luogo.

Potatura dell’impianto

Tagliare l’astone a circa 50/60cm dopo 10/15gg dall’impianto. Allevare ¾ branche principiali che andranno a formare il vaso a terra. Nel caso si voglia imporre il senso a palmetta (filare), le branche da allevate saranno solo 2 opposte e nel senso del filare voluto

Potatura Verde

La potatura verde andrebbe preferibilmente fatta a fine primavera.. Consiste nel taglio di 1/3 dei germogli presenti quando questi abbiano raggiunto la lunghezza di 80/100cm. Serve a stimolare la pianta ad emettere rami anticipati.. L’operazione va ripetuta qualogra i getti raggiungono ancora i 60/80cm. Ricordarsi di eliminare eventuali polloni che nascono a terra dalle radici.

Forme di Allevamento

La forma da dare alla pianta è sicuramente quella che agevola la raccolta che oggi va fatta assolutamente da terra (anche per la fragilità del suo legno, per diminuire al massimo il contatto con le foglie che potrebbero portare ad allergie, e l’eventuale latte che esce quando queste si rompono).

Impianto a vaso

Impalcato basso a 50-60 cm, con i rami principali inclinati di 45°/60°, tanto da formare, a sviluppo raggiunto, un ombrello piatto ad un’altezza accettabile.

Impianto a cespuglio

Normalmente indicato su terreni molto ripidi, occupa però molto spazio e tende ad emettere continuamente polloni vigorosi che dovranno essere eliminati, a rotazione, una volta raggiunto il numero voluto.

Potrebbe essere vantaggioso sia perché permette appunto la rotazione dei rami fruttiferi.

Impianto a palmetta

Non esiste alcuna esperienza nota e pertanto non se ne conoscono gli effetti. Si dice che la pianta tenda, con l’ombrello spontaneo naturale della sua vegetazione, a chiudersi attorno al fusto per preservarlo con l’ombra delle fronde, dalle intemperie e soprattutto dal calore. Visti i luoghi di coltura e viste le situazioni a cui si va incontro questo può essere però smentito. La considerazione maggiore è che resterebbe un sistema di coltura soprattutto pratico per la raccolta, che in teoria darebbe la possibilità di maggior soleggiamento ai frutti e che potrebbe agevolare eventuali sistemi di copertura delle piante con reti antigrandine ed antiuccelli, ma, evidentemente non nota nella sostanza che rimane tutta da scoprire. Può essere ipotizzata e quindi provata, perché se possibile, i vantaggi sarebbero sicuramente importanti e vantaggiosi.

Potatura delle piantine esistenti

NOTA IMPORTANTE: NON ELIMINARE ASSOLUTAMENTE quei fichi, piccoli e duri, che normalmente rimangono sulle cime di qualche ramo della pianta, in quanto entro di essi trovano posto e vita i microorganismi impollinanti (la blastofaga) che andranno a compiere la loro opera sia su fioroni che su fichi normali fuoriuscendo dall’ostiolo.

  • POTATURA DI POLLONI: In gennaio febbraio (a seconda della temperatura con pianta in fermo biologico) eliminare i polloni – a meno che non servano per sostituire qualche branca (che peraltro dovrebbero essere già stati eliminati ogni qualvolta visti spuntare indipendentemente dalla stagione, in quanto assorbirebbero troppa linfa sottraendo quindi vigoria alla pianta).
  • POTATURA ed ELIMINAZIONE dei RAMI ESAURITI (cioè quelli maggiormente in ombra e peduli).

Concimazione

La pianta in se stessa non ha bisogno di alcunché in quanto l’ampio e vigoroso apparato radicale (generalmente grande quanto la parte aerea e oltre) si procura la sostanza nutritiva necessaria. Nella fase d’avvio dell’impianto però, soprattutto al momento di espansione delle radici dal vaso a terra- si può “aiutare” la pianta con concimi BIOLOGOCI NATURALI o con dello STALLATICO (attenzione a non bruciarle però con eccessi di prodotto).

RIPETIAMO che il FigoMoroda Caneva per le sue peculiarità, si presta facilmente alla coltivazione BIOLOGICA, con tutti i vantaggi, ma anche con i vincoli derivanti. E’ preferibile perciò, una volta passati i primi due anni dalla messa a dimora, astenersi da concimazioni di sorta, anche se biologiche, pratiche vane ed inutilmente costose.